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Renato Giorgio

Da Minervino Murge – Puglia.

Ha frequentato la Scuola Libera del Nudo di Roma, anni 70.

Ha iniziato a dipingere per passione pura, anni 70, partecipando a numerose collettive, estemporanee e varie manifestazioni.

Ha esercitato l’attività di disegnatore manualista, in edilizia, architettura, grandi lavori con interventi creativi nella comunicazione visiva: grafica, fotografia, immagine coordinata, arredamento, illustrazione, continuando a dipingere senza divulgare.

Dagli anni 90 gli interessi si sono sviluppati verso la grafica: pastello, carbone, inchiostro, particolare predilezione per la grafite, periodo dei disegni iperrealisti. Oggi si dedica all’arte cosiddetta informale ove prevale il segno, la linea, il contorno, il tratto deciso e ossessivo, poi il colore…


Alcuni degli ultimi impegni artistici:

2001 – 2018 Bari Barletta

2007 -  Nicaragua

2010 – 2013 Numerose presenze con successi importanti in estemporanee, collettive e personali

2014 Atri – Vagiti Ultimi Mostra Internazionale

2014 Pescara – Pescarart 2014 Internazionale

2018-2019 Treviso  -  Gubbio  - Roma – Bari - Miami


VEDI LE OPERE DI RENATO GIORGIO


“Sai cos’è? Non riesco a mescolare i colori, devo usarli assolutamente così, come sono. R. Giorgio”

Grafite, materia, colore puro tratteggiano un’arte che sa, in realtà, mescolarsi tra tecniche e che ha come protagonista frequente il paesaggio, non importa se tratteggiato o sporcato dalla rapidità di un gesto o ritoccato il giorno dopo.

Una pittura che si dilata e una tecnica che si specializza in un percorso che parte dalla grafite, si ferma  alla pittura materica e prosegue verso il binomio ‘colore-matita’ su rigidi supporti schoeller, la miglior carta sul mercato per disegno: tutti passi di un unico agire d’arte che ha sempre prediletto la tecnica in cui inverarsi.

Giorgio è forse uno dei pochi artisti avulso dalla preoccupazione del significato delle sue creature artistiche: nelle opere mostra la propria eccellenza con l’abitudine di registrare sempre i suoi pensieri; tracciare una linea in più, appuntare un segno di biro, cancellare con il dito bagnato tratti non piacenti è la sua cura del dettaglio.

La tecnica è la protagonista della ricerca di Giorgio, i paesaggi, gli scorci, le scarpe, i volti acquisiscono compiutezza e congrua lettura solo dopo, poiché solo la tecnica pone in evidenza gli aspetti di fisiologica continuità inventiva dell’artista che ancora ha qualcosa da dire.

Il disegno a grafite è la seconda potenza del grande artista, l’abile capacità di mescolarla alla materia e poi al colore: genialità e invenzione che danno pura concretezza alle opere e lo rendono difficilmente comparabile .

L’audacia della luce è la terza forza di quest’arte, incredibile interprete di un’abile mano che si suprema nelle rappresentazioni dei paesaggi in b/n, che filtra dalle nuvole e che rende incredulo l’osservatore.

La sua mente è il solo luogo dove fermentano i progetti artistici e sempre lì vi prendono forma e dopo la tecnica, la grafite e la luce la quarta grandezza dell’artista risiede nella capacità latente di creare piccoli capolavori contemporanei spacciandoli per umili creazioni di un uomo che ha da fare ancora tanto esercizio.

Anna Soricaro

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