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Beppe  Ameglio.


Beppe Ameglio vive e lavora, alternando la sua residenza, tra Pavia e Saint Tropez.

Quindici anni fa ha lasciato la professione di manager per dedicarsi completamente  alla fotografia ed alla ricerca artistica, influenzata in periodi diversi, da due grandi fotografi: Luigi Ghirri e Efrem Raimondi.

E’ stata fondamentale per la sua maturazione artistica la lettura dei saggi di Roland Barthes e di Marc Augè e l’analisi delle opere dei maggiori artisti contemporanei: pittori, fotografi e registi

Le sue fotografie  sono state presentate in numerose mostre ed esposte in alcune gallerie, sia in Italia che all’estero. Alcune opere sono state scelte da scenografi e registi per arredare il set durante le riprese di produzioni cinematografiche e pubblicitarie. 

Tra i suoi principali lavori, oltre alla serie “Converse Art Work”, si segnala la raccolta “Les Bagneurs de Pampelonne”, dove più si avverte la presenza di Marc Augè, la serie “Affiche” sul frazionamento dello spazio visuale, l’omaggio al cinema d’autore contenuto in  Frame by Frame”, “Dejeneur sur l’herbe” una raccolta che indaga sulla presenza della natura nei contesti domestici e la serie “Abbuffet”, quattro fotografie sulla solitudine esistenziale di un “non luogo”.


Presentazione della serie “Converse Art Work”

 

Il rapporto tra un oggetto e la sua rappresentazione o la sua interpretazione artistica è il tema della serie delle fotografie “Converse Art Work”.

Può un oggetto o uno strumento qualsiasi perdere la propria identità specifica per cui è stato costruito per acquistare, uscendo dalla banalità del quotidiano, una nuova dimensione nella sfera dell’arte? La risposta affermativa si trova nelle opere di alcuni dei maggiori artisti contemporanei: da Magritte a Duchamp a Man Ray, da Andy Warhol a Jeff Koons.

L’oggetto che con quasi maniacale ossessione è al centro delle opere è la scarpa Converse All Star; calzatura, originariamente in sola tela, prodotta per la prima volta nel 1908 a Malden nel Massachussets (USA) da Marquis M. Converse. La scarpa che deve il suo iniziale successo al cestista statunitense Chuck Taylor, negli settanta e ottanta fu adottata da molti musicisti di gruppi rock tra i quali Angus Young, Slash chitarrista dei Guns N’ Roses e Kurt Kobain. In pochi anni le All Star persero così la loro funzione principale di scarpe da basket per diffondersi tra un pubblico giovane di massa, divenendo un vero e proprio oggetto di culto.

Beppe Ameglio, autore delle opere, si spinge oltre in questa trasformazione artistica dell’oggetto/scarpa utilizzandola in alcune opere come “contenitore”, in altre invece inserendola nella “scena” come parte essa stessa del prodotto artistico.

Le fotografie si ispirano alle opere di pittori, fotografi e disegnatori. E’ evidente osservando le fotografie la forte contaminazione della pop art di Andy Warhol e Basquiat e l’influenza degli artisti americani degli anni ’80 come Jack Goldstein e Robert Longo e di fotografi come Man Ray, Lee Miller e Van Der Zee. Non manca tuttavia l’interazione artistica con opere più conosciute, in particolare di Raffaello, Picasso e i personaggi di Renato Guttuso e di Enrico Baj. In alcune di queste la “Converse” è inserita in opere originali dell’autore.

 

VEDI TUTTE LE OPERE DI BEPPE AMEGLIO

 


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