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Alessandro Andreuccetti.

Sono nato a San Gimignano, Italia, nel 1955. Ho studiato arte e architettura a Firenze quindi ho iniziato il mio lavoro nel 1980. Attraverso i miei lavori voglio analizzare e rappresentare la vita

che mi circonda o che mi passa vicino, sfiorandomi appena. I miei soggetti preferiti sono le figure umane immerse nel loro mondo, colte, cioè, in pose e atteggiamenti che ne individuano lo stato

d’animo e suggeriscono la loro personalità. Ciò che mi interessa maggiormente è scoprire le relazioni tra forme e colori che si evidenziano dall’osservazione attenta della realtà e tutto questo si

estrinseca in una rappresentazione strettamente personale dell’oggetto. Mediante il filtro dei miei lavori gli osservatori possono pertanto cogliere il punto di vista mio personale, ma sono anche

liberi di interpretare il soggetto a loro piacimento, partecipando così alla ri-creazione ideale dell’opera. In definitiva con i miei colori, i miei disegni, le forme che dipingo io suggerisco una possibile

interpretazione della realtà, la mia, ma il caso rimane aperto alle infinite possibilità dell’esperienza personale di ciascuno.

Le idee

Ogni dipinto ha una sua storia e una sua personale gestazione. Tutto può contribuire alla scintilla iniziale, una foto, una frase, una musica. Prima di iniziare passo molto tempo pensando al design

generale della nuova tavola, agli schemi di colori da utilizzare, a cosa mettere in evidenza e cosa lasciare in secondo piano. Generalmente prendo molti appunti, faccio schizzi, provo dei

colori, ombreggiature, scompongo il soggetto in porzioni che poi ricompongo diversamente, schematizzo varie soluzioni compositive. Tutto questo processo può durare giorni oppure settimane

però quando è il momento di dipingere il lavoro viene giù filato senza ripensamenti. 

I materiali

Opere su carta. Utilizzo gli acquarelli sulla carta fatta a mano con stracci di cotone, è una carta bellissima, importata dall’India, pesante e rugosa, con una sua forte personalità che richiede molta

attenzione ed esperienza per padroneggiarla. 

Opere su tela. Gli acrilici mi permettono di lavorare in maniera analoga agli acquarelli su superfici diverse dalla carta e mi garantiscono grande libertà espressiva.


VEDI TUTTE LE OPERE DI ALESSANDRO ANDREUCCETTI


EXHIBITIONS

2017

Group Show – Luigino Ghezzi & Amici – Figure e altro. Scriptorium dell’Abbazia di San Galgano, Chiusdino.

Group Show – A cavallo dell’anno. Magazzini del sale, Siena.

Group Show – paesaggi Italiani III – Fiano Romano, Galleria Giuliani.

Group Show – “Signora Maestra la pittura è una donna gentile”, Villa La Rinchiostra a Massa Museo Guadagnucci.

2016

Three people show – Arte in toscana con gli artisti Andreuccetti, Manzi, Masini. San Gimignano, Palazzo della Cancelleria.

Three people show – Impressioni di Settembre con gli artisti Andreuccetti, Manzi, Masini. Casole d’Elsa.

Group Show – Donna, la creatura più bella” Opere di tre Maestri Contemporanei: Sergio Manzi, Alain Bonnefoit, Alessandro Andreuccetti. San Gimignano, Palazzo della Cancelleria.

Group Show – “Viaggio in Toscana”, cinque artisti tra Pienza e San Gimignano: Giuditta Scorcelletti, Alessandro Andreuccetti, Tiziano Guerrini, Sergio Manzi, Enrico Paolucci. San Gimignano, Palazzo della Cancelleria.

Solo Show – “Pitture”. San Gimignano, ART STUDIO – Compagnia degli Artisti.

2015

Group Show – San Gimignano, Palazzo della Cancelleria

Solo Show – San Gimignano, Caffè Torre Guelfa

Group Show – Roma, Galleria Giuliani, Paesaggi italiani 2

Group Show – Roma, Arteperoggi

2014

Solo Show – San Gimignano, Caffè Torre Guelfa

2013

Solo Show – Firenze, Galleria del Gruppo Donatello

Group Show – Bari, “Il Grido Taciuto: dal dolore alla solidarietà” , Galleria Vernissage

2012

Invitational – Padova, “XII Biennale dell’Acquarello di Albignasego”

Solo Show – Montelupo F.no, Colline toscane, Sala espositiva Banca di Cambiano

Solo Show – Gaiole in Chianti, Oltre la collina, Sala espositiva Società Filarmonica

2011

Solo Show – Firenze, Villa Vogel, “3 Artisti a Villa Vogel”

Group Show – Cremona, “Liriche essenzialità” – Galleria d’arte Immagini Spazio Arte 

2010

Group Show – Taormina, “100 Pittori a Taormina”, Palazzo Duchi di Santo Stefano

Group Show – Incheon, Korea Global Network of Watercolors Painter

Invitational – Shanghai, International Watercolour Biennial Exhibition, Shanghai Quanhua Gallery

2009

Solo Show – San Gimignano, Caffè Torre Guelfa

2008

Group Show – San Gimignano, “Dal XX al XXI secolo Artisti a San Gimignano”, Galleria d’Arte Manzi

Group Show – Cuneo, “Acquarello che passione”

Group show – Saint-Laurent-sur-Gorre, 13e SALON de l’AQUARELLE en LIMOUSIN (Fr)

Group show – Firenze, “Arte Contemporanea Italiana”, Galleria La Pergola Arte

 2007

Group Show – Porto Sant’Elpidio, “Arte sacra, Ieri e oggi”, Galleria La Tavolozza

Group Show – Firenze, “Paesaggi metropolitani”, Galleria La Pergola Arte

2006

Solo Show – Firenze, “Tuscany Hills” –Palazzo Panciatichi, Consiglio Regione Toscana

Solo Show – San Gimignano, Galleria d’Arte Manzi

2004

Group Show – Certaldo, “Certaldo in cornice” –Palazzo pretorio

2003

Solo Show – San Gimignano, Galleria d’Arte Palazzo Pratellesi

…..

1979

Solo Show – Roma, Galleria “Ieri e Oggi”

1978

Solo Show – Volterra, Galleria “Daniele da Volterra”,

FEATURED ARTIST

- Etichette d’autore per Famiglia Semplici, Vagliagli – Siena, Italy

- Poster and advertising for Wine an Oil, San Gimignano, Italy

BOOKS

- L’Acqua di Siena, Comic Book

- Roccastrada, Storia di una terra antica, Comic Book


Il percorso artistico di Alessandro Andreuccetti è classico, la sua formazione si è svolta presso la facoltà di Architettura e l’Accademia di Belle Arti di Firenze, ma la passione per la pittura, il segno grafico e il fumetto è maturata fin da ragazzo. Quest’ultimo aspetto si è sviluppato parallelamente all’attività pittorica e continua a fornire all’artista riconoscimenti continui e notevoli soddisfazioni. Tra i progetti in atto è degna di nota la collaborazione con la Banca CRAS di Sovicille per la realizzazione di alcuni libri di storia del territorio a fumetti, particolarmente adatti alla diffusione scolastica. Dal 1978 ha iniziato a dipingere e ad esporre in numerose personali e collettive nazionali. Le sue prime ricerche pittoriche si sono indirizzate principalmente sulla tecnica dell’acquarello che l’artista ha sentito congeniale alla sua necessità espressiva e canale prediletto di comunicazione grazie alla velocità, alla versatilità e alla resa d’impatto tipiche di questa tecnica. A seguito di questo primo periodo l’attenzione di Alessandro si è spostata sulla ricerca di tecniche espressive diverse tra le quali il pastello, l’olio e l’acrilico. La conoscenza di tecniche differenti garantisce una continua sollecitazione per l’artista che sfida sé stesso alla ricerca di una comunicazione viva, resa dinamica da pennellate a volte morbide, lunghe e strascicate o spezzate e scomposte. La luminosità dell’acquarello che viene steso sulla carta bianca e gradualmente scurito con morbide campiture di colore, si contrappone all’uso dell’acrilico che dall’oscurità iniziale del supporto trattato con preparazioni scure, lascia emergere grande luminosità con la progressiva stesura del colore. I paesaggi sono la summa della sua ricerca improntata sulla libertà espressiva, tecnica e coloristica. Questi scorci risultano oggettivi solo per alcuni richiami al dato naturale come le colline e i cipressi che punteggiano e ricordano le nostre campagne toscane, ma il dato naturale è solo la scusa per l’esplorazione di un continuo intersecarsi di piani che divengono macchie colorate. L’occhio si perde tra le zone di colore che si sovrappongono e che lasciano una sensazione in bilico tra il dato oggettivo e l’informale. I tratti quasi macchiaioli degli scorci paesaggistici sembrano dissolversi nella morbidezza dei tonacquerellati che distruggono le forme. La realtà oggettuale è lo spunto primario per l’artista che appunta uno scorcio, un dettaglio rapito dal quotidiano, una sensazione di fronte al dato naturale per analizzarlo successivamente in studio; ne deriva una pittura meditata e filtrata attraverso una personalissima visione. La sua tavolozza si fonda sull’uso di toni terrosi come gli ocra, i bruni , i Terra di Siena rivitalizzati dalla contrapposizione con i rossi carichi dei tramonti, i blu cobalto dei cieli carichi di nubi e i verdi scuri che danno vita ad opere vive e dinamiche. Gli scorci di boschi autunnali ricchi di sfumature dai rossi e i gialli accesi , i verdi oliveti sono lo spunto per analizzare la contorsione dei rami, il loro nascondersi e riapparire nel fitto ombroso del bosco, essi rappresentano un continuo stimolo per l’artista che è attratto dal grafismo di queste forme e da una ricerca coloristica senza tregua. La stilizzazione dei tronchi degli alberi si fonde con le macchie di colore che lo contornano creando, uno sfaldamento di forme che toglie ogni  contorno. La semplificazione formale e il grafismo pulito del tratto nella descrizione di tronchi d’albero sinuosi come nell’opera intitolata semplicemente “Albero”, richiama alla memoria le suggestioni delle stampe giapponesi prodotte tra il XVII e il XIX secolo divenute protagoniste del Giapponismo, ovvero l'influenza che l'arte giapponese ha avuto sull' Occidente, in particolare sugli artisti francesi della metà dell’Ottocento. Queste stampe erano impostate sulla rappresentazione bidimensionale, e quindi sul colore piatto e l'assenza di chiaroscuri, ma dinamica. In quest’opera la linea curva, semplice e sinuosa suggerisce l'idea del movimento. Per l’artista il Giappone rappresenta un orizzonte di arte e di vita, è un vero punto di riferimento . Il gesto calibrato e pensato di quell’arte crea una relazione tra pensiero e pittura. La poesia che emerge dai tratti eleganti dei maestri orientali spinge Alessandro verso la ricerca dell’espressività più sentita e più magica che è insita nella natura. Andreuccetti osserva con attenzione e grande ammirazione questo stile e sviluppa una grande attenzione nel tratteggio di linee che esaltano la forza e l’eleganza della natura. A questa ricerca libera, dinamica e a tratti informale fanno da contraltare le opere dove è protagonista il disegno, il modellato e la plasticità della figura umana o del cavallo. Le forme scolpite dalla luce, scattanti, nervose e imponenti o morbide e palpitanti delineate con un tratto pulito di carboncino o pastello, attraggono l’artista nella difficoltà ed arditezza degli scorci proposti. Il modellato è il soggetto di opere nelle quali il colore non appare che in minima parte. Il cavallo è forse il miglior strumento di analisi di queste caratteristiche per la dinamica interna e la complessità dell’incontro di forze che lo rendono vero. Il movimento vibrante, il modellato possente e l’eleganza dei movimenti si inseriscono perfettamente nella ricerca dell’artista che come una sorta di virtuosismo, indaga la figura dell’animale tratteggiando linee mosse.

Altrettanto interessanti risultano gli studi sugli angeli berniniani di Castel S. Angelo. Le forme morbide e delicate degli angeli di Bernini, tratteggiate ad acquarello, scevre da ogni carica di tipo religioso, sono frutto di un interesse dell’artista per queste creature piene di mistero. Notevolmente interessanti sono gli ultimi acquarelli di Andreuccetti rivolti allo studio di personaggi che popolano le strade di immaginarie metropoli. Soprattutto si tratta di musicisti di strada fissati nella concentrazione dell’interpretazione di un pezzo. La componente iperrealista di queste opere è solo un aspetto superficiale poiché l’artista, come nella realizzazione di scene di paesaggio, trae solo lo spunto iniziale dalla realtà che non viene riprodotta in modo pedissequo ma meditata e composta. Tra queste opere la più interessante è “Street people”, un colorato e vivace acquarello che con un linguaggio fortemente contemporaneo, coglie il dinamismo e la freneticità di una classica giornata metropolitana. Quest’opera è stata selezionata per partecipare alla Biennale dell’acquarello di Shangai che si terrà il prossimo aprile.

L’arte di Andreuccetti si snoda in un continuo zig-zag di tematiche d’interesse all’interno della quale trovano spazio aspetti legati all’oggettualità e all’informale; molto spesso il confine si perde e l’artista dà vita ad una compenetrazione e ad una fusione di stili diversi.

SIENA 21.02.2011

CRISTINA BROGGI 


Oniriche, come un sogno marziano, le Torri di San Gimignano si materializzano un po’ alla volta nella nebbia ‘rubesta’ che le avvolge. Chissà cosa avrebbe pensato Dante davanti a questi colori: forse alla città di Dite, coi suoi mesti riverberi di fiamma, nel rosse già repagano del suo Inferno. Mi chiedo sempre ‘chissà cosa avrebbe pensato’ o detto qualcuno dei personaggi storici che bazzico, guardando quello che sto guardando io: le cose che sopravvivono, che furono ‘loro’ ed ora sono nostre, consumate, rielaborate, metabolizzate, modellate dal continuo fluire di un tempo/marea che avanza e rientra, sminuzzando scogli, levigando promontori, riducendo a sabbia minuta uomini e cose…Me lo chieso, e poi non so rispondere. Queste strade, questi scorci, queste foreste incantate di riverberi purpurei e violetti, di acide verdosità, questi campi combusti dall’incendio di infiniti tramonti, queste caligini estive in cui si perdono i contorni, tremuli nell’ondeggiare lieve dell’afa…Queste stesse sensazioni cromatiche altri prima di noi le hanno percepite, prima che Alessandro Andreuccetti le immobilizzasse in palpiti intensi e personalissimi e ce le testimoniasse su carte spesse, intrise d’acque colorate e dense di emozioni. Come le avranno viste ‘loro’, il nostro ‘prima’ – e poi come le potranno vedere altri ‘loro’, il nostro ‘dopo’- le fiabesche stradine alla fine delle quali, lontano lontano, c’è sicuramente la casa di una vecchia fata in attesa di bambini da iniziare, o le foreste dove volteggiano nel vento elfi marittimi, salmastri, silenziosi, dimenticati…

Ci muoviamo su sfondi che altri hanno pensato, costruito, narrato, dipinto, scolpito, progettato, demolito, rifondato, nel mutare continuo di scena nella lanterna magica di vite vissute e dimenticate; Giotto, o Lorenzetti, o l’Angelico, hanno percorso questi stessi nostri sfondi, gli stessi colori che Andreuccetti imprigiona nella sua rete acquosa, osservando la tormentosa sopravvivenza degli ulivi, l’inquieto aggrovigliarsi del bosco col cespuglioso profilo della macchia, il morbido, femmineo dispiegarsi collinare delle groppe d’erba e d’argilla; il mutevole divenire della luce nell’ordine del giorno, dalle inconsistenze perlacee dell’alba all’indaco screziato di lapislazzuli che precede la notte, o in quello delle stagioni, ora verdi scintillanti di primavera, ora torpide d’ori estivi già screziati d’autunno, ora legnose, algide di nudità invernali.

Anche Andreuccetti, come già gli innamorati del ‘paese dove fioriscono gli aranci’, gli insancabili acquerellisti del Gran Tour, o i paesaggisti inglesi persi nelle campagne romane tra pecore e rovine, ci guida in un viaggio tra i colori del tempo nella straordinaria varietà di uno spazio collinare dove il profilo giuridico dei confini si definisce con l’artificio grafico dei cipressi, dove l’avidità del possesso si stempera nell’armonia della forma, dove le ‘case da signore’ sono quasi meno belle di quelle ‘da lavoratore’. Così il suo pennello ci conduce, curioso, tra le calde vie di San Gimignano, rosse di storia o notturne di china, a ridosso di boschi a foglie di farfalla, nelle bluaggini temporalesche o nell’infinito verde dei campi giovani di grano. Con i suoi cromatismi egli riesce, assai meglio di quanto non sia possibile allo storico, ad evocare lo spessore del tempo insito nelle cose, il loro ucronico significato di compendio. Così grazie alla luce, prima tra le ‘opere’ della creazione – anche di quella artistica - egli esprime la sostanza immateriale della durata, la patina del divenire, l’essenza delle generazioni che quel tempo hanno attraversato e vissuto percorrendo gli stessi luoghi e guardando gli stessi colori.

Anna Benvenuti (Università di Firenze) 

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