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OLIO SU TELA FILIPPO MANFRONI " IL DONO, STUDIO " dimensioni L 30 x H 30 cm.

Olio su tela - Titolo " Il dono, studio " by Filippo Manfroni . Anno 2020 - Dimensioni L 30 x H 30 cm. - Opera su telaio. Opera Unica - Certificato di autenticità. I... continua

Olio su tela - Titolo " Il dono, studio " by Filippo Manfroni.

Anno 2020 - Dimensioni L 30 x H 30 cm. - Opera su telaio.

Opera Unica - Certificato di autenticità.

I corpi dei vivi. Scorci di corpi nudi sottoposti a luce accecante, spesso frontali, su fondo piatto. Lo sfondo indistinto, quasi sempre nero, impedisce l'emergere di una vera e propria "scena", inchiodando lo sguardo a una visione ravvicinata che non consente distacco né "buona distanza". È possibile un figurativo contemporaneo, una rappresentazione del corpo che abbia ancora senso in un mondo mai come oggi fondato sulla produzione, manipolazione e diffusione di immagini, in cui proliferano nudi di ogni genere e specie, fatalmente destinati alla standardizzazione? Può oggi un artista essere così folle da credere alla figura, da cimentarsi nella ricerca di una figura che non sia mera raffigurazione del già noto? Su questa sfida, titanica, si fonda l'intera ricerca di Filippo Manfroni. Si dice ci siano due sole vie possibili per sfuggire alla banalità della figura: per astrazione, verso il concetto, e per via sensibile, secondo una logica della sensazione. Manfroni opta per la seconda strada, sottoponendo i corpi a un sottile processo di dissoluzione. Per cancellazione di interi elementi, per svuotamento, per fusione con altri corpi o con il magma denso del fondo che rischia di ingoiarli, o ancora sottoponendoli a forze anonime, colate di colore che ne intaccano ulteriormente l'integrità. Corpi inermi, passivi di fronte alle forze che li attraversano, che mantengono per contrasto, come unica forma di resistenza, forma e sensualità, esaltate da violenti chiaroscuri. A dispetto del cinismo di uno sguardo assuefatto a milioni di nudi-cliché, in quei corpi c'è la vita, danza effimera di gravi mobili, in bilico fra l'evanescenza del fantasma e l'immobilità pulsante della carne, ancora sangue e già ricordo o allucinazione.


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#Filippo Manfroni #Pittura #Figurativo #30x30 #Olio su tela

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Descrizione: OLIO SU TELA FILIPPO MANFRONI " IL DONO, STUDIO " dimensioni L 30 x H 30 cm.


Olio su tela - Titolo " Il dono, studio " by Filippo Manfroni.

Anno 2020 - Dimensioni L 30 x H 30 cm. - Opera su telaio.

Opera Unica - Certificato di autenticità.

I corpi dei vivi. Scorci di corpi nudi sottoposti a luce accecante, spesso frontali, su fondo piatto. Lo sfondo indistinto, quasi sempre nero, impedisce l'emergere di una vera e propria "scena", inchiodando lo sguardo a una visione ravvicinata che non consente distacco né "buona distanza". È possibile un figurativo contemporaneo, una rappresentazione del corpo che abbia ancora senso in un mondo mai come oggi fondato sulla produzione, manipolazione e diffusione di immagini, in cui proliferano nudi di ogni genere e specie, fatalmente destinati alla standardizzazione? Può oggi un artista essere così folle da credere alla figura, da cimentarsi nella ricerca di una figura che non sia mera raffigurazione del già noto? Su questa sfida, titanica, si fonda l'intera ricerca di Filippo Manfroni. Si dice ci siano due sole vie possibili per sfuggire alla banalità della figura: per astrazione, verso il concetto, e per via sensibile, secondo una logica della sensazione. Manfroni opta per la seconda strada, sottoponendo i corpi a un sottile processo di dissoluzione. Per cancellazione di interi elementi, per svuotamento, per fusione con altri corpi o con il magma denso del fondo che rischia di ingoiarli, o ancora sottoponendoli a forze anonime, colate di colore che ne intaccano ulteriormente l'integrità. Corpi inermi, passivi di fronte alle forze che li attraversano, che mantengono per contrasto, come unica forma di resistenza, forma e sensualità, esaltate da violenti chiaroscuri. A dispetto del cinismo di uno sguardo assuefatto a milioni di nudi-cliché, in quei corpi c'è la vita, danza effimera di gravi mobili, in bilico fra l'evanescenza del fantasma e l'immobilità pulsante della carne, ancora sangue e già ricordo o allucinazione.

L'arte figurativa riguarda la rappresentazione di immagini riconoscibili del mondo intorno a noi, a volte fedeli e accurate, a volte altamente distorte. Non ha importanza l’estrema fedeltà al reale, purché questo venga in qualche modo raffigurato.

La pittura a olio è una tecnica pittorica che utilizza pigmenti in polvere mescolati con oli siccativi. 

L’olio ha l’importante proprietà di mantenere inalterato il suo tono, prima, durante e dopo il suo prosciugamento. 

La pittura ad olio è insolubile nell’acqua. Ha forti caratteristiche di brillantezza, trasparenza, elasticità.

La pittura è l'arte che consiste nell'applicare dei pigmenti a un supporto per lo più bidimensionale, come la carta, la tela, la ceramica, il legno, il vetro, una lastra metallica o una parete. Il risultato è un'immagine che, a seconda delle intenzioni dell'autore, esprime la sua percezione del mondo o una libera associazione di forme o un qualsiasi altro significato, a seconda della sua creatività, del suo gusto estetico e di quello della società di cui fa parte. Chi dipinge è detto pittore o pittrice, mentre il prodotto finale è detto dipinto.



Filippo Manfroni

Filippo Manfroni nasce a Rimini il 20 Giugno del 1972.

Nel '91 si diploma in grafica pubblicitaria presso l' Istituto d' Arte di Urbino.

Nel '94 si trasferisce a Milano per frequentare la scuola del fumetto di via Savona, dove si diploma nel '97.

Da allora collabora con le più' prestigiose agenzie di pubblicità' italiane in veste di illustratore e visualizer.

Nel 2000 lascia Milano dopo sei anni per fare ritorno a Rimini.

Il percorso pittorico di Manfroni, i suoi sforzi da autodidatta, iniziano in quegli anni.

La pittura è per lui uno strumento per creare, un canale attraverso il quale espellere...un modo per sintetizzare, filtrare e raccontare. 

E' un osservatore attento e l' oggetto delle sue riflessioni sono le persone.

Trova che nell'essere umano sia insita una tragica difficoltà ad esistere, un male di vivere tutt'altro che romantico. E' da questo disagio che l' artista è affascinato ed attratto.

La meraviglia dell' esistenza, in tutti i suoi aspetti. Di questo Manfroni ci racconta e lo fa attraverso la figura che da sempre, dunque, si pone al centro della sua ricerca e delle sue attenzioni.


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